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lunedì, 27 febbraio 2006

Scatto n.5

Cerchiamolo insieme, questa volta, un aforisma adatto a questa foto.

~ Scritto da Acilia alle 23:14 | PERMALINK | commenti (30)
CATEGORIE: collezione fotegrafica



mercoledì, 22 febbraio 2006

Caramelle al tè

Domani mi attende una giornata pesante.
Le ultime visite di controllo non erano andate troppo bene.

Ho pensato di realizzare una sorta di porta fortuna questa volta, e queste caramelle mi sono sembrate perfette. Ne porterò qualcuna con me, domani.
Vi lascio la formula magica: prima o poi capiterà anche a voi, di aver bisogno di un po' di fortuna.

Ingredienti (per 6 persone)

• 1 bicchiere e 1/2 di zucchero
• 1/2 bicchiere d'acqua
• 1 bicchiere di tè forte a piacere
• 1/2 bicchiere di latte
• 2 cucchiai di burro fuso
• 2 cucchiaini di miele

In una casseruola sciogliete lo zucchero con l'acqua.
Aggiungete il tè (vi consiglio di usarne uno aromatizzato che darà maggior sapore alle caramelle), il latte, il burro e il miele e cuocete per trenta minuti mescolando.
Trasferite il composto su un ripiano (possibilmente di marmo) imburrato. E quando sarà tiepido, tagliatelo a quadratini, o nella forma che più vi piace.


~ Scritto da Acilia alle 23:48 | PERMALINK | commenti (23)
CATEGORIE: in cucina



lunedì, 20 febbraio 2006

Succede

E una sera succede.
Succede che lo fai.
E succede che ci pensi, l’indomani, indugiando con le labbra sul bordo di una tazza di tè.

Succede a volte, che scendi a patti con te stessa. A volte non lo decidi nemmeno: i patti diventano l’unica naturale conseguenza della stanchezza.

…Io l’amore lo avevo in mente
ma ho conosciuto solo gente,
e posso solo andare avanti
fintanto che nessuno è come me…

Succede che hai bisogno di cambiare umore. O di cambiare e basta.
Succede.

E allora chiudi gli occhi e, per una volta, lasci che sia un altro a decidere per te.
Ti lasci salire tra le ginocchia e per un istante credi ancora che possa essere come 2 anni fa.
Ti illudi di riuscire a gioire per quel ‘Ti amo’, te lo fai bastare per una sera.
Tieni gli occhi chiusi perché non vuoi vedere, vuoi solo sentire.
Quei sospiri servono ad allontanare le tue orecchie dal ricordo di quelle grida che sei stata costretta a sentire qualche ora prima: un terribile litigio tra tuo padre e quello che ormai è il relitto di sua madre.

Succede che vuoi dimenticare. Che devi accantonare.

Succede che hai bisogno di tornare a sentire il tuo corpo, perché non ne hai più la percezione.
Ti senti il biancore di un cavallo sfiancato.

Succede che devi fare in modo di ricordarti che sei una donna. E lui sa ricordartelo meglio di chiunque altro: lo hai amato per 3 anni.
Non ha importanza se nei suoi occhi non vedi più nulla. Lui nei tuoi ci vede ancora tutto, e questo basta per una sera.

Succede che sei stanca di essere la Brava Persona che tutti ammirano da sempre. I fatti dimostrano che questo non paga.
Succede che non vuoi più pensare a cosa è bene per gli altri.
E, per una sera, ti prendi quello che ti serve.

Se le sue carezze fanno vibrare solo il tuo corpo, non ha importanza: quelle che hanno fatto vibrare anche l’anima hanno un prezzo troppo alto da pagare.

E allora succede. Fai l’amore con un fantasma, con un ricordo, con una illusione. E lo fai bene, perché sia un vero fantasma, un bel ricordo e una valida illusione.
Ti imponi di focalizzare tutta la tua attenzione sui muscoli delle sue spalle che danzano sotto le tue mani, perché non vuoi pensare a null’altro.
Per una sera vuoi fuggire. E che ti facciano tacere.
Per una sera vuoi smettere di capire, ché tanto non capisci niente comunque.

E se l’amore è tutto segni da indovinare, perdona, se non ho avuto il tempo di imparare.

~ Scritto da Acilia alle 12:24 | PERMALINK | commenti (16)
CATEGORIE: volute di fumo e di pensieri



martedì, 14 febbraio 2006

Se ami, ama apertamente

Venti monaci e una monaca, che si chiamava Eshun, facevano esercizio di meditazione con un certo maestro di Zen. Nonostante la sua testa rapata e il suo abito dimesso, Eshun era molto carina. Diversi monaci si innamorarono segretamente di lei.
Uno di questi le scrisse una lettera d'amore, insistendo per vederla da sola.
Eshun non rispose.
Il giorno dopo il maestro fece lezione ai suoi discepoli e alla fine della conferenza Eshun si alzò. Rivolgendosi a quello che le aveva scritto, disse: «Se veramente mi ami, vieni qui e prendimi subito tra le tue braccia».

~ Scritto da Acilia alle 11:56 | PERMALINK | commenti (24)
CATEGORIE: storie zen



mercoledì, 08 febbraio 2006

Tè alla tibetana

Per molti aspetti, il tè tibetano è unico al mondo.
E' stato introdotto in Tibet dalla Cina, forse già nel secolo VII ed è stato a lungo trasportato fino a
Lhasa (capitale tibetana) da carovane di yak che effettuavano una circumnavigazione di vari mesi.
Il tè tibetano ha conservato ancora fino ad oggi le sue tradizioni specifiche: prima tra tutte quella del mattone di tè compresso che in passato agevolava il trasporto e ne prolungava la conservazione.

La preparazione è del tutto particolare: il tè verde in mattoni viene pestato in un mortaio, poi bollito in un recipiente colmo d’acqua. Il decotto viene versato in un contenitore il legno, dove si aggiungono sale e burro (preferibilmente di yak) e il tutto viene mescolato a lungo grazie a uno strumento appropriato di legno, fino ad ottenere una perfetta emulsione. Una variante può essere l’aggiunta del latte di dri (la femmina dello yak).
Quello che ne viene fuori è un tè grasso e salato, chiamato Su Yu Ch’a, che si degusta il più delle volte accompagnato da
tsampa, polpette a base di farina di orzo tostato. E' molto forte e ha un sapore molto particolare: dicono che si debba avere uno stomaco robusto per digerirlo.

La tradizione tipica del tè tibetano è purtroppo minacciata oggi dall’occupazione cinese: si tratta dell’offrire il tè in occasione di cerimonie o grandi feste, organizzate in monasteri grazie alla generosità dei donatori e capaci, in passato, di riunire migliaia di pellegrini.
Niente più del tè alla tibetana, infatti, rispecchia quanto ha scritto Pascal Bruckner nel libro Parias: «Il tè, bevanda dei popoli cerimoniosi».

Ma vediamo come viene servito questo tè.
Siamo nella stanza principale della casa, su un tavolino basso, con la
zangola, la lampada ad olio e la saliera.
Di solito, dopo che il padrone di casa ha versato una tazza all’ospite, questo non deve berla tutta, perché è considerato scortese. Dovrebbe invece berne solo metà, per lasciar capire al padrone di casa di gradirne ancora. Se dopo qualche tazza l’ospite non ne desidera più deve versare il tè rimasto nella tazza sul pavimento.

E ricordate, per evitare che sia di cattivo auspicio, la tazza dev’essere riempita fino all’orlo.

~ Scritto da Acilia alle 23:06 | PERMALINK | commenti (16)
CATEGORIE: il canone del te



sabato, 04 febbraio 2006

C'è tempo

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno
teso come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle,
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano,
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce,
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

(I.Fossati)


...Perché ognuno trovi il suo tempo.


~ Scritto da Acilia alle 00:56 | PERMALINK | commenti (23)
CATEGORIE: volute di fumo e di pensieri


 

 
CHI SONO
Specchiandomi nel riflesso del tè ho visto colori e profumi nuovi: ho lasciato che mi ridisegnassero il volto e i pensieri. Con un soffio spingo questo riflesso fino a voi, con la speranza di poter scoprire e condividere, insieme a qualche spunto di vita vissuta, il piacere della meraviglia di questo impero dei sensi.
 

~ Scrivimi ~

«Vi è qualcosa
nell'essenza del tè
che guida verso un mondo
di serena contemplazione
della vita.»

~ Lin Yutang ~


"Vuoi che partiamo subito
per la nostra avventura
- domandò Peter Pan -
o prima preferisci
prendere il tè?",
e Wendy si affrettò a rispondere: "Prima il tè."»

~ Barrie J. M. "Peter Pan" ~


«La prima tazza
rischiarò la mente,
il mondo intero
splendere sembrò.
La seconda
mondò il mio spirito,
come una pioggia purificatrice.
Tutt' uno ero, alla terza,
con gli Eterni...

...Ora io so che
la via del Te' esiste

~ Anonimo, "Il signore del tè" ~


«Come sarebbe piacevole
avere una personcina
da cui poter trovare
u na cosa tanto rara,
un buon tè»

~ Marcel Proust, "Un amore di Swann" ~

Siete passati a prendere il tè
*loading* volte.
 
IL VOSTRO INGREDIEN-TÈ

Avete mai provato ad inventare o sperimentare delle ricette a base di tè?

Se lo avete già fatto, o avete voglia di tentare, scrivetemi qui e inviatemi la vostra creazione: di tanto in tanto provvederò a pubblicare ogni vostra proposta. Per il piacere di stare tutti a tavola insieme.
 
IL TÈ PER TE

Se non avete modo di acquistare un tè che vi incuriosisce,

scrivetemi e proverò ad aiutarvi spedendovi l'infuso che desiderate. Direttamente a casa vostra.
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