Madri e figli, amici, fidanzati, nonni e nipoti: stare insieme davanti ai fornelli è sempre molto divertente. È una bella occasione per regalarsi storie, tradizioni, consuetudini e segreti. È il momento in cui si racconta, si gioca, si confronta, si corteggia e si sfida. Soprattutto si contribuisce a creare qualcosa che sarà condiviso.
Il vostro ingredien-tè, la piccola rubrica che trovate nella colonna a destra, vuole essere tutto questo.
L’invito è ad entrare nella mia cucina e a liberare la vostra fantasia, esaltare le vostre abilità e, se volete, a raccontarmi qualche aneddoto curioso che vi appartiene.
Scopriamo insieme gli equilibri sui quali si dondolano i vari sapori e individuiamo a quali di questi il nostro infuso si associa meglio.
Le lettere ricevute sono numerose e sarà mia premura cercare di pubblicarle tutte; continuate a scrivermi. Vi ringrazio molto per l’entusiasmo con cui avete accolto la mia proposta e, di tavola in tavola, tra un soffio di zenzero e noce moscata e una manciata di origano e menta, intrecceremo storie e legami.
A tagliare il nastro è Vinaigrette, che ci propone la ricetta di un dolce da abbinare al tè che preferite: la torta di rotolini della zia Tittina.
La prepara, ad occhi chiusi, da quando aveva 15 anni; è stata una cara zia ad insegnargliela e usava offrirla proprio con il tè. Personalmente sceglierei una miscela a base di tè nero, magari con pera e cannella o con mandarino e fiori d’arancio.
Vinaigrette, solitamente, per gustare il suo infuso usa una tazza bianca di porcellana sottilissima e se pensa al tè pensa alla cerimonia dei samurai. Preferisce l'Earl Grey e le piacerebbe inventare un tè all'albicocca con petali di rosa e scorzette di arancia.
Ingredienti:
• 400 gr di farina
• 170 gr di burro
• 5 cucchiai di zucchero
• un pizzico di sale
• 1/2 bicchiere di latte
• 3 cucchiaini di lievito per dolci
• 200 gr di noci sgusciate
• facoltativo: un cucchiaio di pinoli (per decorare)
Versate la farina in una ciotola, aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. Incorporate rapidamente il burro ammorbidito (non fuso). Sciogliete il lievito nel latte e versate anche questo nella ciotola. Impastate, sempre rapidamente, fino ad ottenere un composto omogeneo. Aiutandovi con il matterello spianate la pasta formando un rettangolo. Spezzettate le noci grossolanamente e spargetele sul rettangolo di pasta. Arrotolate il rettangolo e dal cilindro ricavato ritagliate dei cilindretti di circa 6 - 8 cm di altezza da collocare in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata, un po' distanziati tra loro.
Decorate con i pinoli o con altre noci e infornate a 180° per circa 30 minuti (se durante la cottura vedete che la torta si colora troppo in superficie, coprite con carta da forno).
Quando, nel perlaceo tremolio di un’alba primaverile, gli uccelli sussurrano misteriosamente fra gli alberi, non avete mai avuto la sensazione che parlino di fiori, ciascuno con il proprio compagno?
Per l’umanità, l’amore per i fiori deve esser nato contemporaneamente alla poesia amorosa.
Nella gioia come nella tristezza, i fiori sono i nostri amici fedeli. Con i fiori mangiamo, beviamo, danziamo e amoreggiamo. Con i fiori ci sposiamo e battezziamo. Senza di loro non osiamo morire.
I maestri del tè nutrono una religiosa venerazione per i fiori. Non colgono mai a caso, ma scelgono con cura ogni ramo e ogni frasca, senza perdere mai di vista la composizione artistica che hanno in mente. Tagliare più di quanto è strettamente necessario sarebbe per loro una vergogna.
Lasciano sempre le foglie, se ve ne sono, insieme al fiore, poiché il loro scopo è quello di presentare la vita floreale integra nella sua bellezza.
Quando un maestro del tè ha disposto un fiore in un modo che lo soddisfa, lo colloca nel tokonoma, il posto d’onore nella stanza del tè. Accanto a esso non metterà nulla che possa interferire con l’effetto prodotto, neppure un dipinto, a meno che non abbia un particolare motivo estetico per accostarli.
Il fiore nel tokonoma è come un principe sul trono; gli ospiti o i discepoli che entrano nella stanza lo saluteranno con un profondo inchino, prima di rivolgersi al padrone di casa.
Quando un fiore appassisce, il maestro lo affida teneramente al fiume, oppure lo seppellisce con ogni cura. Talvolta vengono persino eretti monumenti in sua memoria.
L’arte di disporre i fiori sembra sia nata contemporaneamente al tèismo (in inglese Teaism, culto del tè), nel XV secolo.
Le nostre leggende attribuiscono la prima composizione floreale agli antichi santi buddisti, che raccoglievano i fiori recisi dalla tempesta e, nel loro infinito amore per ogni essere vivente, li mettevano in vasi colmi d’acqua.
Si narra che uno dei primi a praticare quest’arte sia stato Sōami, il grande pittore ed esperto d’arte della corte di Ashikaga Yoshimasa. Con il perfezionarsi del rito del tè sotto Rikyū, alla fine del XVI secolo, anche l’arte di disporre i fiori giunge a pieno sviluppo.
La composizione di fiori di un maestro del tè perde significato se viene tolta dal luogo per il quale è stata originariamente concepita, giacché le sue linee e le sue proporzioni sono state pensate in funzione dell’ambiente circostante.
Il maestro del tè ritiene che il suo compito debba limitarsi alla scelta dei fiori, lasciando che siano questi ultimi a narrare la propria storia. Se entrate in una stanza del tè alla fine dell’inverno, potrete vedere un sottile ramo di ciliegio selvatico accostato a una camelia in boccio; è un’eco dell’inverno che sta per lasciarci, unita a un annuncio di primavera. Se invece vi recate a un tè pomeridiano in un giorno d’estate particolarmente caldo, nell’ombrosa frescura del tokonoma potrete scoprire un unico giglio in un vaso appeso; cosparso di rugiada, sembra sorridere all’insensatezza della vita.
(Tratto da Lo zen e la cerimonia del tè, Kakuzo Okakura)
Specchiandomi
nel riflesso del tè ho visto colori e profumi nuovi:
ho lasciato che mi ridisegnassero il volto e i pensieri.
Con un soffio spingo questo riflesso fino a voi, con la
speranza di poter scoprire e condividere, insieme a qualche
spunto di vita vissuta, il piacere della meraviglia di
questo impero dei sensi.
Avete mai provato ad inventare o sperimentare delle ricette
a base di tè?
Se lo avete già fatto, o avete voglia di tentare, scrivetemi
qui e inviatemi la vostra creazione: di tanto in tanto provvederò
a pubblicare ogni vostra proposta. Per il piacere di stare tutti
a tavola insieme.
IL TÈ PER TE
Se non avete modo di acquistare un tè che vi incuriosisce, scrivetemi e proverò ad aiutarvi spedendovi l'infuso che desiderate. Direttamente a casa vostra.