La sensazione è quella di una brezza leggera che, calata la sera, conduce attraverso i sentieri di una solitaria piantagione di tè.
Agli effluvi celestiali delle acacie in fiore, si somma l’avvolgente richiamo della china rossa, potenziati entrambi dalle virtù del gelso nero e del rabarbaro.
La mirra e il dattero zuccherino ci conducono nel deserto; sale, legni bagnati, alghe e conchiglie ci ricordano il mare.
La rugiada d’oriente racchiude in sé tutti i sentori della terra orientale e aranci, cedri, mandarini e limoni regalano invece una suggestione gioiosa.
Nel quartiere della mia nuova casa a Milano, è stato questo il primo luogo che ha attratto la mia attenzione. Uno di quei posti in cui potrei trascorrere un tempo infinito: una piccola erboristeria.
Essenze, oli, talchi profumati, sali, estratti, balsami, elisir, lozioni: una serie di flaconcini che sembrano possedere la facoltà di alleviare ogni malessere.
Un angolo nascosto, dedicato solo a chi è capace di cercare, contiene una linea di prodotti aromatizzati al tè bianco, tè e cedro e tè verde. Acqua di profumo, bagnoschiuma, crema fluida per il corpo, sapone, shampoo lucidante, olio secco per il corpo e candele profumate: fragranze pulite e delicate, cariche di note frizzanti che conservano gli aromi del tè e le sue qualità ristoratrici.
L’ingrediente essenziale è l’olio di camelia, che insieme all’azione protettiva e antiossidante del tè previene l’invecchiamento cutaneo, idrata e tonifica con la stessa potenza di una rugiada preziosa.
Il marchio è quello dell’Erbolario, un laboratorio erboristico che vanta un ottimo rapporto con la terra: ancora oggi, le sue materie prime sono oli vegetali di recente spremitura, acque di fiori ed erbe distillate goccia a goccia. La sua filosofia contempla l’alleanza tra la preziosa saggezza del passato e le conquiste del presente. I suoi cosmetici sono prodotti nel rispetto delle più severe norme igieniche e per verificarne la tollerabilità vengono sottoposti ai riscontri di una rigorosa sperimentazione clinica presso l’Università di Pavia. Senza mai ricorrere alla sperimentazione su animali.
Un sacchetto profumato al caprifoglio è ciò che ho acquistato per il nuovo armadio; la particolarità di questo fusto è affascinante: è capace di avvilupparsi a tronchi e rami per poi scalarli in altezze di svariati metri, e per questo molti lo chiamano abbracciaboschi. Il suo profumo è quasi filtro d’amore.
Un pot-pourri alla mandorla e fiori bianchi per il bagno, che ad ogni ingresso spalanca la finestra su un’aiuola di rose.
E per finire, un balsamo di essenze formulato con oli essenziali di timo rosso, lavanda, eucalipto e mirto per caratterizzare l’ambiente del soggiorno.
Vesto così il mio nuovo nido, con odori inebrianti valorizzati, in qualche angolo, dalla fluidità con cui la luce sa distribuirsi.
"E il profumo per tutta l’aria potrebbe essere il paradiso…" (D.M. Lawrence)
Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.
Ho indossato uno degli abiti più raffinati che possiedo, per andare da Babington.
Mi trovo in piazza di Spagna, nel prestigioso palazzo settecentesco adiacente alla scalinata di Trinità dei Monti.
All’ingresso avverto subito un forte contrasto tra i rumori della strada e il silenzio ovattato della sala da tè. Vedo molta gente seduta ai tavoli ma tutti parlano a voce bassa.
C’è una bella luce che filtra dalle finestre, che in realtà sono vetrine.
La sala è arredata in tipico stile fine 800 e conserva tutte le decorazioni, stampe e mobili di quel periodo. Il risultato è sicuramente raffinato e signorile.
Sono state due signorine inglesi di buona famiglia a fondare Babington, nel 1893 : Isabel Cargill e Anna Maria Babington. L’intento era quello di aprire una sala da tè e di lettura per la comunità anglosassone.
Ancora oggi è gestita dalla famiglia di Isabel Cargill ed è un luogo diventato sinonimo dell’arte di servire il tè "all’inglese", nel rispetto della più rigorosa tradizione.
Il personale ha un’aria infelice: signore con una divisa verde e rossa, dalla capigliatura impeccabile, che indossano un falso sorriso cortese e fissano i clienti in maniera insistente.
La sensazione che si ha dopo essersi accomodati è quella di essere di troppo.
Il servizio è molto curato ma del tutto impersonale. Avverto la mancanza di un sottofondo musicale che quasi sicuramente conferirebbe maggiore calore alla sala.
Ogni rivestimento è in legno pregiato, c’è un piacevole profumo nell’aria e gli specchi antichi donano all’ambiente una chiara impronta storica.
I tavolini posti negli angoli più belli, quelli che offrono gli assaggi più suggestivi della piazza, sono tutti rigorosamente riservati e sono gli unici ad essere impreziositi da vasi colmi di fiori.
Mancano i punti di errore, quelli che non si riescono a controllare. Mancano gli spazi imperfetti, quelli in cui l’apertura di una porta non è dove dovrebbe essere.
Non ci sono parti non finite, non chiare. Non vedo cose poste in posizioni sbagliate, non classiche.
Babington ha ospitato famiglie reali, politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura e ancora oggi offre una selezione di oltre 30 diversi tipi di tè e miscele provenienti da tutto il mondo, a cui si possono accompagnare dolci, muffins, tea cakes e scones caldi serviti con marmellate fatte in casa. Nel corso degli anni il menu si è arricchito con tradizionali breakfast all’inglese, insalate, sandwiches e piatti salati come il famoso riso al curry. E se non fosse abbastanza, il menu propone il tradizionale Brunch all’inglese con le uova Benedictine e l’High Tea: una selezione di crumpets caldi e pasticceria.
Il costo minimo di una tazza di tè è di 9,00 euro e quello massimo si aggira intorno ai 23,00.
Ordino un Keemun North Congou Anhui, un semplice tè nero aromatizzato all’orchidea. Non riesco ad apprezzarne la qualità: non emana alcun odore e il sapore è quello dell’acqua calda.
Sul menu non sono indicati i tempi di infusione per ciascun tipo di tè e le cameriere sono troppo discrete per dispensare indicazioni in merito: il risultato è un’infusione assolutamente imprecisa che altera la bevanda e non ne esalta le giuste caratteristiche.
Babington's English Tea Room
Piazza di Spagna, 23
00187 - Roma
Phone +39 06 6786027
Fax +39 06 6791532
email: sales@babingtons.com
Il significato che attribuiamo alla Pasqua è profondamente personale, intimo, silenzioso.
Il termine pare provenga dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah. Il senso generico è "passare oltre".
L’augurio che vi faccio è esattamente questo e vuole prescindere da ogni interpretazione religiosa. Vi auguro di riuscire a passare oltre i vostri dolori, i vostri dubbi, le vostre insicurezze. Di passare oltre l’indifferenza e la superficie delle cose. Vi auguro di riuscire a passare e basta.
I cinesi usavano scambiarsi uova di gallina come doni per le feste primaverili.
Il mio ve lo lascio qui: che sia il simbolo della nascita di qualunque cosa desideriate.
Specchiandomi
nel riflesso del tè ho visto colori e profumi nuovi:
ho lasciato che mi ridisegnassero il volto e i pensieri.
Con un soffio spingo questo riflesso fino a voi, con la
speranza di poter scoprire e condividere, insieme a qualche
spunto di vita vissuta, il piacere della meraviglia di
questo impero dei sensi.
Avete mai provato ad inventare o sperimentare delle ricette
a base di tè?
Se lo avete già fatto, o avete voglia di tentare, scrivetemi
qui e inviatemi la vostra creazione: di tanto in tanto provvederò
a pubblicare ogni vostra proposta. Per il piacere di stare tutti
a tavola insieme.
IL TÈ PER TE
Se non avete modo di acquistare un tè che vi incuriosisce, scrivetemi e proverò ad aiutarvi spedendovi l'infuso che desiderate. Direttamente a casa vostra.