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domenica, 25 maggio 2008

Olio aromatizzato al Genmaicha

Ne avevo parlato già qui, consigliandovi di sorseggiarlo insieme ai cibi salati.
Il Genmaicha è un tè singolare, unico per il gusto e il tipo di lavorazione a cui viene sottoposto. È stuzzicante, leggero e capace di conquistare qualunque palato: chi lo assaggia per la prima volta ne rimane sedotto.

In virtù della sua versatilità, ho voluto sperimentarlo in un’infusione a freddo con l’olio d’oliva e il risultato è stato un condimento saporito e accattivante.
Potete utilizzarlo in varie occasioni e in modi diversi: nelle vellutate, nelle marinate di pesce crudo, sulle bruschette, per il pinzimonio, nelle crepes salate e su carpacci di carne o verdura.

Il procedimento è semplicissimo:
10 cucchiaini di Genmaicha
100 ml di olio d’oliva
Versate le foglie del tè in una bottiglia piccola dotata di un tappo ermetico. Aggiungete l’olio (che deve coprire completamente le foglie), chiudete e lasciate macerare per almeno 4 settimane.
Successivamente potete filtrare oppure no, se amate sentire sotto il palato i chicchi di riso soffiato e tostato.



Vi lascio una delle ricette in cui l’ho provato, un'insalata di pollo speziato.

Ingredienti (per 2 persone):

Per la marinatura:
1 petto di pollo grande tagliato a fettine
1 cm di zenzero fresco grattugiato
1 spicchio d’aglio piccolo tritato
1 cucchiaino di coriandolo fresco tritato
1 cucchiaio di aceto di mele
3 cucchiai di olio aromatizzato al Genmaicha + 3 per la cottura

Per l’insalata:
1 tazza di germogli di soia
1/2 lattuga romana
1 carota media tagliata a bastoncini
1/2 cipolla rossa piccola tagliata ad anelli
1 cucchiaino di semi di sesamo

Mescolate gli ingredienti per la marinatura in una terrina piccola, aggiungete il pollo tagliato a pezzi e lasciatelo marinare per un paio d’ore in frigorifero.
Scaldate poco olio aromatizzato al Genmaicha a fuoco alto in un wok, estraete il pollo dalla marinatura e friggetelo per 5 minuti finché risulterà ben cotto.
Mescolate gli ingredienti per l’insalata e disponeteli su due piatti. Adagiatevi il pollo, cospargetelo di semi di sesamo e servite immediatamente.

~ Scritto da Acilia alle 18:38 | PERMALINK | commenti (9)
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martedì, 13 maggio 2008

Un tè al Ritz

Recentemente, una cara amica mi ha regalato un libretto curioso: “Un tè al Ritz”, di Helen Simpson (Guido Tommasi Editore).
Sono circa 100 pagine in cui si declina il fascino del tè inglese, insieme ad una raccolta di ricette classiche che lo accompagnano. La consuetudine del tea time, profondamente diversa da quella orientale, viene descritta qui come simbolo dell'aristocrazia e delle classi abbienti.
È un tè pomeridiano tinto di rosa quello di César Ritz, che ha il merito di aver creato il primo hotel dove fu permesso alle giovani donne di prendere il tè da sole.
L’illuminazione garbata, color albicocca tenue, rende le persone più belle che nella vita reale.

Il tè al Ritz è servito in porcellane bianche e blu, e avvia il suo rito con un arcobaleno di tramezzini ripieni di 6 farciture classiche. Lo chef del Ritz che si occupa dei tramezzini impiega circa 3 ore a preparare la quantità necessaria per un pomeriggio.
Poco dopo la tavola si arricchisce con gli scones, da mangiare con panna e marmellata, le torte e i pasticcini.

Quella che ho scelto è una delle ricette più rappresentative del libro: vi consiglio di abbinarla ad un qualunque  Assam, tè nero vigoroso e pungente, ciò che la maggior parte degli inglesi si aspetta da una tazza di tè.

The Ritz’s special smoked salmon sandwiches

Ingredienti:
100 g di ritagli di salmone affumicato
150 ml di panna liquida
25 ml di whisky
mezzo cucchiaino di pepe bianco
una spruzzata di noce moscata
150 ml di panna densa
pane nero imburrato
50 g di fette sottilissime di salmone affumicato
spicchi di limone per servire

Tritate molto finemente i ritagli di salmone affumicato.
Incorporate la panna liquida e passate il composto in un colino schiacciando con il dorso di un cucchiaio di legno.
Incorporate, sbattendo, il whisky, il pepe e la noce moscata e mettete in frigorifero.
Montate la panna densa e incorporatela al composto freddo, poca alla volta. Spalmate la farcitura sulle fette di pane nero imburrato; poi sistemateci sopra con cura le fettine di salmone affumicato. Insaporite con un po’ di pepe bianco macinato al momento e chiudendo con altre fette di pane nero, schiacciate e tagliate via le croste.
Tenete i tramezzini coperti con un panno pulito, dopo averlo immerso in acqua fredda e strizzato, fino al momento di servire.
Servite con uno spicchio di limone.

~ Scritto da Acilia alle 21:59 | PERMALINK | commenti (10)
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giovedì, 17 gennaio 2008

Pancake alle mele con salsa di tè al caramello

In attesa di un nuovo trasloco, un’idea dolce e sfiziosa per accompagnare i pomeriggi freddi e piovosi.
Sotto la tazza vi lascio una poesia.

Ingredienti:
• 90 g di latte
• 75 g di farina autolievitante
• 25 g di farina di mais
• 25 g di farina di farro
• 1 cucchiaio di burro + 20 g
• 10 g di zucchero
• 2 mele
• 1 uovo

Per il caramello
• 100 g di zucchero
• 50 g di panna fresca
• 15 g di burro
• ½ tazza di tè nero molto concentrato aromatizzato al caramello

Miscelate le farine con lo zucchero, impastatele con l’uovo e i 20 g di burro fuso.
Aggiungete il latte ottenendo una pastella densa priva di grumi.
Versatela a cucchiaiate sul fondo ben caldo di una padella antiaderente, in modo da ricavare 12 frittelle dalla consistenza morbida, larghe circa 8 cm e alte 1 cm.
Detorsolate e sbucciate le mele e tagliatele ricavando da ciascuna 6 anelli che farete imbiondire in 1 cucchiaio di burro 2 minuti per parte.
A questo punto create i pancake a 3 strati, mantenendo per base una frittella.
Per la salsa al caramello, sciogliete sul fuoco lo zucchero nel burro e quando è color nocciola unite la panna e il tè.
Mescolate lentamente, versatelo sui pancake e servite.

Dolce sempre
(…)
Voglio versi di tela e piuma
che pesino appena, versi tiepidi
dell’intimità dei letti
dove la gente ha amato e sognato.
Voglio poesie macchiate
dalle mani e dal quotidiano.

Versi di pasta sfoglia che spandano
latte e zucchero nella bocca,
l’aria e l’acqua si bevono,
l’amore si morde e si bacia,
voglio sonetti commestibili,
poesie di miele e farina.

(…)
Qualcuno si è sporcato le mani
impastando tanta dolcezza.

Con noi o senza di noi
la dolcezza continuerà a esistere,
ed è infinitamente viva,
eternamente rediviva,
perché in piena bocca dell’uomo
per cantare o per mangiare
abita la dolcezza.

(P. Neruda)

~ Scritto da Acilia alle 11:25 | PERMALINK | commenti (8)
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venerdì, 12 ottobre 2007

Muffins con gocce di cioccolato e tè Matcha

La ricetta originale appartiene a Tulip. Ho voluto personalizzarla con l’aggiunta della ormai nota polvere smeraldina.
Il risultato è stato molto gradevole: un’alternativa leggera, perché priva di burro, gustosa ed energizzante, dato l’alto contenuto di caffeina del tè Matcha, indicata soprattutto per la prima colazione.
L’aroma erbaceo accoglie perfettamente la dolcezza del cioccolato ed entrambi concorrono al raggiungimento di una piacevole sensazione di freschezza.
Accompagnandoli con un tè verde naturale giapponese ne asseconderete il gusto morbido.

Ingredienti (per circa 12 muffins):
• 260 g di farina
• 90 g di zucchero
• 80 ml di olio di semi
• 1 uovo
• 180 ml di panna liquida
• 3 cucchiaini di lievito
• 4 cucchiaini di tè Matcha
• 100 g di gocce di cioccolato
• 1 pizzico di sale
• 1 pizzico di bicarbonato

Accendete il forno a 200°C.
Riempite la vostra teglia da muffin, o in alternativa i vostri stampi di ceramica o carta stagnola, e iniziate a preparare due impasti: liquido e secco, separati.
In una ciotola miscelate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il sale, il tè Matcha e il bicarbonato.
Nell’altra sbattete l’uovo con la panna e l’olio.
Versate il composto liquido in quello secco, aggiungete le gocce di cioccolato, mescolate e riempite gli stampi.
Cuocete per circa 20 minuti, poi lasciateli raffreddare 5 minuti nel forno aperto prima di sformarli.

Rasentano la perfezione se, incidendo un taglio nel mezzo, vi lasciate scivolare della crema di castagne della Sila al mosto cotto. Potete trovarla
qui.

~ Scritto da Acilia alle 21:15 | PERMALINK | commenti (11)
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sabato, 04 agosto 2007

Buone vacanze

Per augurarvi buone vacanze, ho pensato di regalarvi alcune idee per lasciarvi rinfrescare dal vostro tè.
Durante il mese di agosto siamo costretti a rinunciare al piacere della tazza calda e così ripieghiamo (piacevolmente) su ricette che associano il nostro nettare a frutta, gelato e ghiaccio.

La speranza è di essere con voi al ritorno da una lunga giornata di mare, di sedere su un piccolo balcone tra l’odore di gerani e salsedine, e di gustare insieme alcune di queste delizie. Magari contando le barche in lontananza.

Cocktail di bosco
• ½ litro di acqua
• 7 cucchiaini di tè nero ai frutti di bosco
• 2 cucchiaini di zucchero di canna
• ¼ di litro di succo di ribes nero
• 2 cucchiai di rum bianco
• poca panna per dolci
• scaglie di cioccolato
• arancia candita

Portate l’acqua a circa 95° e versatela sul tè e lo zucchero. Lasciate in infusione per circa 5 minuti, poi filtrate e mettete in frigo.
Unite al tè freddo il rum e il succo di ribes.
Versate in bicchieri di vetro e guarnite con panna, scaglie di cioccolato e poche scorze di arancia candita.

Tè ghiacciato alla pesca
• 4 cucchiai di menta
• ½ l di acqua
• 2 cucchiaini di tè nero (preferibilmente Assam)
• 2 cucchiaini di tè alla rosa
• 8 piccole porzioni di gelato al limone
• 2 pesche

Preparate separatamente i due tè, ciascuno con ¼ di acqua molto calda; poi mescolate insieme i due infusi, fateli raffreddare e teneteli in frigorifero.
Sbucciate le pesce, frullatene la polpa nel mixer e mescolatela con il gelato e la menta.
Distribuite il gelato in 4 bicchieri di vetro e finite di riempire con il tè ben freddo.

Ice Buddha Tè
• 1 l di acqua
• 5 cucchiaini di Amacha Buddha tè (è una rara specialità del Giappone con lieve aroma di liquirizia)
• 1 cucchiaino di miele
• 4 piccole porzioni di gelato alla vaniglia
• granella di nocciole

Preparate il tè e, quando è ancora caldo, mescolate il miele e lasciate raffreddare.
Deponete il gelato in calici, irrorate con il tè raffreddato e decorate con una spruzzata di granella di nocciole.

Gelato al tè rosso d’Africa
[tratta da È l’ora del tè, di Carla Massi, Ed. Guido Tommasi]
• 5 gr di tè rosso Rooibush naturale o aromatizzato
• ½ litro di latte
• 100 gr di zucchero
• 4 tuorli d’uovo
• 120 gr di panna liquida

Fate bollire il latte, versatelo sul tè e lasciate in infusione per 5 minuti. Quindi filtrate.
Battete i rossi d’uovo insieme allo zucchero finché il composto diventerà bianco e spumoso.
Aggiungete il latte aromatizzato al tè.
Fate scaldare il mélange a fuoco basso senza mai smettere di mescolare. Nel momento in cui avrete raggiunto una sufficiente densità, togliete dal fuoco, aggiungete la panna e lasciate raffreddare.
Mettete la preparazione in una sorbettiera o nel congelatore.

Agosto,
(…)
e il sole dentro la sera
come il nocciolo nel frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e luna buona.
(Federico Garcia Lorca)




martedì, 19 giugno 2007

LatTè

Le muse ispiratrici di questa creazione sono Kjaretta e FrancescaV.
Mi sono sempre piaciute le collaborazioni, soprattutto se frutto di stima e affetto reciproci.
L’idea è nata da Francesca, dopo aver letto
il reportage di Kja circa il suo soggiorno a New York.
L’oggetto in questione è il Matcha-Latte e l’invito è stato quello di creare una bevanda simile condita con un tocco di personalità. 
È stato divertente sperimentare vari abbinamenti e alla fine sono giunta a realizzare un elisir dal gusto vellutato e rinfrescante. Genuino e nutriente.
Da portare sulla spiaggia, da offrire agli amici per un aperitivo casalingo o da gustare a colazione.
Un’ulteriore testimonianza della versatilità di questa polvere smeraldina.

Matcha-Latte con banana, miele e cioccolato fondente


Ingredienti (per 2 persone):
due bicchieri di latte freddo
un cucchiaino di miele di lavanda (anche un semplice miele di acacia va bene)
due cucchiaini rasi di tè Matcha
una banana mediamente matura
2 cubetti di ghiaccio
un pezzetto di cioccolato fondente
qualche fiore di lillà


Ponete nel frullatore tutti gli ingredienti, escludendo il cioccolato e i lillà. Frullate finché non otterrete una crema omogenea e lievemente schiumosa.
Versate nei bicchieri e guarnite in superficie con il cioccolato a scaglie e i lillà.

* La proposta di Kja:
Mélange du Cap latte version
* La proposta di Francesca V: Frullato tiepido di fragole e Matcha

~ Scritto da Acilia alle 09:36 | PERMALINK | commenti (19)
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lunedì, 28 maggio 2007

Biscotti verdi dei due orologi

Li ho chiamati così sull’onda della suggestione di un libro che amo molto e che sto rileggendo con gusto: Saltatempo, di Stefano Benni. Un testo originale, spiritoso, poetico e intelligente.
Lo faccio spesso, mi piace cucinare leggendo, muovendomi abilmente tra parole e immagini, odori e colori. Da un prato di ciclamini, una corriera verso il fondovalle, ad una cascata di farina e zucchero.
Dedico questa ricetta alle due canzoni di grillo, al cesto pieno di funghi sottobraccio, all’acqua che sa di corteccia, che evocano ricordi puliti e soleggiati.

Ingredienti:
• 200 g di mandorle
• 200 g di zucchero a velo
• 2 albumi
• 1 bustina di vanillina
• 80 g di pinoli
• 4 cucchiaini di tè Matcha

Montate a neve ben ferma gli albumi con metà dello zucchero. 

SottoTeieraMescolate lentamente con il restante zucchero e con le mandorle tostate e polverizzate nel mixer.
Aggiungete la vanillina e il tè verde. 
Dosando con un cucchiaino fate delle palline da rotolare, se volete, su un piatto in cui avrete distribuito i pinoli. Altrimenti, se amate sentire il gusto del Matcha più forte e incisivo, mettete solo uno o due pinoli al centro del biscotto con lo scopo di guarnirlo.
Cuocete in forno caldo per 15 minuti circa a 170°.

«Dunque, mettiti sotto quel nocciolo umido di brina, e fai in modo di ascoltare il rumore delle stille che cadono. Ora ti spiegherò una cosa fondamentale. Questo, è un orologio per il mondo di fuori». E tira fuori una cipolla meravigliosa, di acciaio brunito con un disegno di stelle e pesci. Lo apre, e dentro c'è un carillon.
«È meraviglioso», dico io.
«Questo è l'orologio che segna il tuo giorno cosiddetto normale: quello del far tardi a scuola, dell'alzarsi presto, delle ore che non passano mai, dei calendari, del lei guarirà in dieci giorni, dei moti stellari, delle maree e delle partite di calcio. Ma attenzione, ora ascolta».
Ed io ascoltai il ticchettio delle gocce che cadevano dal nocciolo.
«Ecco, questo è il rumore dell'orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena. È un tempo che non puoi misurare né coi cronometri né col più sofisticato astromacchinario. È il tempo tuo, misura la tua vita che è unica, e quindi è diverso dal mio.
Tu vivrai sempre con due orologi, uno fuori e l'altro dentro. Ogni volta che sentirai il ticchettio di quello di dentro, il gocciolare dell'acqua, le crome di un grillo, qualsiasi ritmo e balbettio del mondo, tu correrai avanti o scapperai indietro e vedrai cose e altre ne rivedrai».

BiscottiMatcha

~ Scritto da Acilia alle 09:41 | PERMALINK | commenti (26)
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martedì, 13 febbraio 2007

Panta rei

Non è semplice riuscire a ritrovare la stessa intimità e calma di cui godevo appena qualche tempo fa. Tra i fornelli intendo.
Ogni giorno mi rendo conto di quanto la mia vita sia cambiata e stia cambiando. I luoghi, le persone, le azioni, i pensieri: sento che tutto è in continuo divenire.

Cucinare è sempre stato un dono che ho concesso a me stessa e agli altri e ho sempre amato farlo con estrema cura e dedizione. Mi manca farlo anche per voi qui, ma in questo periodo di importanti scelte e cambiamenti diventa sempre più complicato.
Aspetto di ritrovare un nuovo nido, un nuovo porto, un nuovo calore.

Nell’attesa vi lascio lo spunto per questa sfiziosa ricetta e la scia di una suggestione.

Perle di caprino con marmellata di fragole e tè allo zenzero

Ingredienti (per 6 persone):
• 200 g di caprino
• 50 g di panna
• 30 g di pecorino grattugiato
• 1 mazzetto di erba cipollina
• sale
• pepe rosa
• 150 g di marmellata di fragole
• 1 limone non trattato
• 2 cucchiai di tè allo zenzero

Lavate e tagliate a pezzettini l’erba cipollina.
Amalgamate i formaggi con la panna in un frullatore e aggiustate con sale e pepe.
Dal composto ottenuto formate delle palline, o quenelle, e sistematele in un contenitore in frigorifero.
Lavate bene il limone, tagliatelo a tocchi e frullatelo. Aggiungete la marmellata di fragole, il tè allo zenzero e cuocete per 10 minuti a fuoco medio.
Servite le perle di formaggio in piatti individuali accompagnate da un cucchiaio di marmellata di fragole tiepida.
(Se non amate il caprino, potete sostituirlo con robiola o ricotta)

"Parlava e così fui sommerso, dopo quello del sorriso e dell’odore, dal terzo, maggiore sortilegio, quello della voce. Essa era un po’ gutturale, velata, risuonante di armonici innumerevoli; come sfondo alle parole in essa si avvertivano le risacche impigrite dei mari estivi, il fruscio delle ultime spume sulle spiagge, il passaggio dei venti sulle onde lunari, il canto delle Sirene…"
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa, La sirena)





giovedì, 21 dicembre 2006

Buon Natale

È il secondo Natale che trascorriamo insieme. È bello scoprirvi ancora qui.
Non voglio limitarmi ad augurarvi delle feste serene; voglio sperare per voi in una lunga collana di momenti sereni: indossatela e tenetela al collo per tutti i giorni a seguire.
Che vischio e ghirlande e nastrini e candele e canti e neve vi rubino sorrisi.
In tutte le vostre tasche un biscotto alla cannella e un fiore d’arancio.
Per tutte le vostre notti una stella e in lontananza una luce.

Saper riconoscere la felicità quando sarà ai vostri piedi, avere il coraggio e la determinazione di abbassarvi per prenderla tra le braccia e custodirla: questo voglio augurarvi.

Ho pensato ad un dono che avreste potuto consumare molto lentamente e condividere con le persone vicine. Un dono che potesse presenziare sulle vostre tavole, perché è lì che siamo soliti assaporare il Natale. Un dono che si impreziosisce con l’attesa, la pazienza, l’attenzione e la cura indispensabili per realizzarlo.
L’ho scelto perché trovo abbia una mistura di profumi dei Natali dell’infanzia, lo stesso gusto morbido.
Brindo a voi e alla vostra presenza costante per cui vi ringrazio sentitamente. Alle vostre parole, ai vostri pensieri e ai vostri desideri.

Liquore al miele con tè alla rosa

Ingredienti:
• 1 litro di alcol a 50°
• 1 arancia
• 600 g di miele di lavanda (va bene anche qualunque altro miele)
• 3 chiodi di garofano
• 2 bastoncini di cannella
• 1 limone
• 3 cucchiaini di tè alla rosa

Sbucciate l’arancia e il limone avendo cura di togliere la parte bianca: tagliate le bucce a striscioline dopo averle lavate e ponetele in un barattolo.
Aggiungete tutto l’alcol e il tè alla rosa, chiudete ermeticamente e lasciate in infusione per circa 15 giorni in un luogo fresco e buio.
Quando questo periodo di tempo sarà trascorso, disponete il miele in una terrina e fatelo sciogliere in mezzo litro d’acqua tiepida, mescolando bene. Aggiungete, quindi, pian piano, l’alcol usato per l’infusione.
Aromatizzate con la cannella e i chiodi di garofano, mescolate con cura e poi trasferite il composto in un altro barattolo.
Chiudete e lasciate ancora in infusione per 4 giorni: durante i primi due agitate il barattolo un paio di volte al giorno.
Infine filtrate il composto usando un colino a maglia finissima, travasate in bottiglie di vetro e tappate bene.
Potete gustarlo già dopo qualche giorno.

Ancora carissimi auguri.






martedì, 24 ottobre 2006

Tortelli verdi di zucca con tè all'arancia amara

Ho sempre pensato che la pasta fresca rappresentasse un inno alla semplicità, all’umiltà.
Le nostre nonne hanno cominciato con acqua e farina, per concederci oggi il piacere dell’uovo.
È la pasta che una volta era definita "pasta fatta in casa" e che fino ad alcuni decenni fa era riservata ai giorni di festa.

Il piatto che vi regalo oggi nasce dalla voglia di rinnovare una tradizione, senza rinunciare al piacere della scoperta. 
È una ricetta che richiede tempo, pazienza e cura. È dedicata ai palati più raffinati e attenti.

Ingredienti (per 4 persone)
Per la pasta:
• 200 g di farina
• 2 uova
• sale
• 1 cucchiaino di tè Matcha (per cui ringrazio la cara Fiordizucca)

Per il ripieno e per condire:
• 1 kg e mezzo di zucca
• 250 g di parmigiano grattugiato
• 100 g di burro
• 100 g di amaretti
• 2 cucchiaini di tè all’arancia amara
• 1 limone
• un pizzico di noce moscata
• 1 uovo
• alcune foglie di salvia
• sale

Cuocete la zucca a vapore e passate la polpa al setaccio.
Tritate gli amaretti riducendoli in polvere.
Riunite in una terrina la polpa di zucca, gli amaretti, metà del parmigiano, la scorza grattugiata del limone, qualche pizzico di sale, la noce moscata, l’uovo e il tè.
Mettete a riposare il composto in frigorifero.
Intanto preparate la pasta: impastate la farina con le uova, un pizzico di sale e la polvere del tè Matcha, lavorate la pasta, stendetela in una sfoglia sottile e ricavate dei tortelli.
Distribuitevi al centro di ciascuno un cucchiaino di ripieno; successivamente ripiegate la pasta sul ripieno e premetela intorno per evitare che, cuocendo, fuoriesca.
Lessate i tortelli in abbondante acqua salata, scolateli appena affiorano e disponeteli in una terrina, condendoli con il burro fuso insieme alla salvia. Cospargete con il parmigiano rimasto e lasciate riposare un solo minuto prima di servire.


Sotto il piatto vi lascio una poesia, trascritta su un foglio di carta di riso.

Quest’anno quest’inizio d’autunno nel meridione
m’impasticcio di mare di sabbia di sole
mi stropiccio all’albero
alle mele
come ci s’impasticcia di miele.
La notte, il cielo ha un buon odore di semi
la notte, il cielo scende sulla via polverosa
m’impasticcio di stelle.

Io m’abituo, mia rosa,
io m’abituo
al mare alla sabbia al sole alle mele alle stelle
è tempo di andare
mischiato
al sole alla sabbia alle mele alle stelle al mare.

(Nazim Hikmet)

~ Scritto da Acilia alle 11:28 | PERMALINK | commenti (22)
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giovedì, 05 ottobre 2006

Fate, streghe ed elfi ai fornelli

Il cibo incantato delle fiabe è un cibo estremamente semplice, semplice come le storie raccontate che si esauriscono nel puro piacere del narrare.
Sono soprattutto frutti, prodotti della terra, dolci e torte, cibo quotidiano legato al mondo contadino e ai suoi costumi.
Esiste, tra sogno e superstizione, un fantasticare legato alla penuria e agli stenti della vita quotidiana che proietta nel mondo fatato aspettative e desideri imbandendo le tavole – e non solo – di ogni ben di dio, così come paure, sapori e simboli ancestrali giungono a popolare le cucine di streghe, orchi e folletti.
(Roberto Carretta – "La cucina delle fiabe")

Mi è piaciuto molto questo libro.
È dedicato a tutti coloro che credono ancora nel piacere dell’incanto.
L’ho scoperto per caso su uno scaffale in libreria e vi ho trovato racconti e ricette che attraversano un arco di tempo lunghissimo, dal tardo Medioevo alla letteratura contemporanea. Un’occasione per tornare a godere di sapori antichi spesso dimenticati.
Potrete impossessarvi delle ricette più giuste per far innamorare i vostri principi e principesse, per chiedere le grazie alle fate, per ammansire gli orchi cattivi. Dal pandolce della fata ai biscotti di Madama Fortuna.

Ho scelto per voi la ricetta che più mi ha deliziata, permettendomi di personalizzarla con l'aggiunta del tè.
Questa volta faremo a meno della fotografia: lasceremo tutto alla nostra immaginazione. Come ogni fiaba che si rispetti.

La fiaba del Purim - la Festa ebraica delle Sorti caratterizzata da banchetti e lazzi per i bambini - si abbandona ad una catena di nonsense alimentari: «...un mercante andò al mercato, vide una contadina e le comprò un tacchino. Portò l'oca a casa e arrostì la gallina. Chiese alla moglie di fargli una frittata di sei uova, perciò lei gli fece un homentash a sei punte, si spaventò e morì...».

Homentash di Tina

Ingredienti:
200 g di burro
• 4 uova
• 400 g di zucchero
• 400 g di farina
• 100 g di mandorle dolci
• 50 g di mandorle amare
• 1 bustina di lievito in polvere
• latte
• pasta sfoglia
• marmellata di prugne
• canditi
• semi di papavero
• 1 cucchiaio di tè al mirtillo

Amalgamate i tuorli con il burro, aggiungete lo zucchero e montate il tutto fino ad ottenere una crema morbida e soffice.
Aggiungete la farina bianca, le mandorle ridotte in polvere e il lievito; infine gli albumi montati a neve e un po’ di latte.
Farcite con questo composto una crosta di pasta sfoglia, disponendo poi, tra la pasta e il ripieno, uno strato sottile di marmellata di prugne, canditi e semi di papavero. Guarnite nel mezzo con mandorle intere e cospargete la superficie di zucchero a velo prima di infornare.
Prima di servire spolverizzate con le foglie di tè al mirtillo.

Questa ricetta appartiene ad un’anziana sapiente signora, gran maestra di favole e racconti, che a novant’anni la prepara ancora con le sue mani in un piccolo appartamento di una calle veneziana.

~ Scritto da Acilia alle 17:11 | PERMALINK | commenti (21)
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giovedì, 17 agosto 2006

Un regalo

Per Aurélien la vita era un’ape d’oro, una strana ape d’oro che brilla in lontananza, si leva in volo, si inebria di profumo in profumo, cozza contro le vetrate del sole e cerca, nell’immensità del cielo, il nettare del proprio fiore.

Mi è giunto stamani questo pensiero, chiuso in un piccolo libro che ha esattamente il colore dell’oro. L’apicoltore si intitola, di Maxence Fermine.
Al centro della copertina una rosa e sulla prima pagina un haiku: "Sale nell’aria delle notti sul mare vivo ricordo". 
È Frank ad avermelo inviato, un caro lettore di questo blog.
Insieme al libro scorgo due deliziose scatoline di latta e capisco immediatamente che si tratta di tè: Xi Hu Lung Ching e Casablanca Twist.
Il primo è un tè verde cinese, uno dei più pregiati e migliori tè verdi cinesi. È un tè che si produce nei pressi dell’omonimo villaggio ad ovest del Lago Occidentale di Hangzhou e pare che la migliore qualità di questo tè cresca in una zona montuosa dominata dal Picco del Leone; lì la raccolta viene effettuata quando sui germogli non vi è che una sola foglia. La stagione migliore è quella che precede le piogge prima della Festa della Luce: un po’ come in questo momento, precede le piogge prima che la Luce dell’estate tramonti.
Il nostro amico ci consiglia di misurare 2 grammi per tazza da 150 ml, in acqua a 75 gradi con un’infusione di 3 minuti circa.
Il secondo tè invece è un darjeeling indiano aromatizzato alla menta, coltivato sulle pendici dell’Himalaya, nei dintorni della città omonima dell’India nord-occidentale. Ha un profumo straordinariamente inebriante: mi riporta alle bellissime cene estive sulla terrazza di mia nonna, quando cucinava le lumache con la menta. In bilico tra tradizione e nostalgia. 
È un tè molto particolare il cui sapore varia a seconda delle stagioni di raccolta: da quello primaverile fresco e leggero con un profumo dalle note fiorite, a quello estivo che presenta un sapore fruttato e un gusto più forte.
Qui Frank ci suggerisce che valgono le stesse indicazioni del Lung Ching, a differenza dell’acqua che va preferita a 85 gradi.

Questo post è per ringraziarti, caro Frank. Per la tua delicatezza d’animo, la tua gentilezza e la tua simpatia. Per la tua presenza.
I regali che preferisco sono quelli che giungono in un giorno qualunque, senza che vi sia alcuna occasione particolare se non quella di un’amicizia sincera.
Dare, ricevere: del resto il valore di molte cose si arricchisce del fatto di poter essere condiviso con qualcuno.

Per onorare il tuo gentilissimo gesto ho pensato di improvvisare una delicata mousse di cioccolato aromatizzata al tuo tè alla menta. Ché tanto avevo deciso di regalarmi una cenetta a lume di candela questa sera, in solitudine, e la conserverò per il dessert.
Naturalmente il primo assaggio è per te.

Vi lascio la ricetta nei commenti.

 




venerdì, 04 agosto 2006

Mousse di prosciutto profumata al Sencha con kiwi

Il sencha è il tè verde più diffuso in Giappone.
È utilizzato insieme al bancha per il consumo giornaliero. La sua raccolta avviene solo nei mesi di maggio e giugno e un particolare processo di lavorazione permette alle sue foglie di assumere un'insolita forma ad aghi sottili.
Ha un profumo fresco e un sapore piuttosto erbaceo, a tratti amarognolo. In estate sa essere molto dissetante e rinfrescante e se usato in cucina è in grado di essere discreto e affatto invadente.
Provate per credere.

Ingredienti (per 6 persone)
• 400 g di prosciutto cotto (a dadini)
• 120 g di robiola
• 50 g di burro
• 3 kiwi
• sale, pepe
• 2 cucchiaini di tè sencha

Mettete il prosciutto nel mixer insieme al formaggio, il burro ammorbidito, il sale, il pepe e le foglie di tè. Centrifugate finché non otterrete un composto liscio e omogeneo.
Foderate uno stampo (o più stampini) con la pellicola trasparente e riempitelo (o riempiteli) con la mousse.
Sigillate il recipiente con altra pellicola e tenete in frigo per almeno 3 ore.
Sformate su un piatto da portata, guarnite con i kiwi a fettine e, se volete, con qualche foglia sparsa di tè.

~ Scritto da Acilia alle 10:51 | PERMALINK | commenti (14)
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venerdì, 14 luglio 2006

Mele al forno con panna al tè Matcha

Me lo ha insegnato mia nonna Maria: quando la malinconia ti assale, i colori e gli odori dei cibi sono in grado di distrarti meglio di qualunque altra cosa.
Se poi decidi di preparare un dolce per un bambino straordinario, il risultato è assicurato.

Scivolando sul filo dei ricordi della settimana trascorsa a Parigi, vi lascio qui un soffio di magia e un vago sapore d'infanzia.

Ingredienti (per 4 persone)
• 6 mele
• 2 cucchiai di miele
• 3 dl di panna
• 30 g di fruttosio
• 2 cucchiaini di tè verde Matcha (in polvere)
• 1 limone
• 1 cucchiaino di coriandolo (in polvere)

Tenete la panna nel congelatore per circa 15 minuti.
Lavate le mele, togliete il torsolo, disponetele in una pirofila, bagnatele con il succo di limone e un filo di miele, spolverizzatele con il coriandolo, versate un po' d'acqua sul fondo e cuocete in forno caldo a 180° per 45 minuti.
Montate poi la panna, aggiungete il fruttosio (potrete acquistarlo in drogheria) e un cucchiaino di Matcha.
Servite infine le mele calde insieme alla panna fredda spolverizzata con il secondo cucchiaino di tè.

~ Scritto da Acilia alle 23:22 | PERMALINK | commenti (12)
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venerdì, 16 giugno 2006

Macedonia al succo di tè

Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate? diceva William  Shakespeare.
Rispondo alla sua maniera e vi dico che voi siete ben più raggianti e miti: la vostra eterna estate non dovrà sfiorire, né perdere possesso del bello che voi avete.

Alla vostra estate dedico questa ricetta: dissetante, colorata, fresca e profumata.

Ingredienti (per 4 coppette)
• 4 banane piccole
• 12 fragole grandi
• 3 arance
• 4 grappoli di ribes
• mezzo melone
[Per il succo]
• 2 pompelmi rosa
• 4 arance
• 2 limoni
• 14 fragole
• 2 cucchiai di tè alla vaniglia o al gelsomino

Tagliate le banane a fettine sottili e foderate l'interno di ciascuna coppetta (possibilmente trasparente). Fate poi la stessa cosa con i vari frutti che preparerete; spicciolate le fragole e tagliatele a metà.
Dopo aver disposto tutta la frutta nelle coppette, mescolate delicatamente con un cucchiaio.
A questo punto, per preparare il succo, con uno spremiagrumi spremete le arance, i pompelmi e i limoni. Aggiungete al succo le fragole precedentemente frullate nel mixer.
Lasciate il tè in infusione per 6 minuti, filtrate e unite il contenuto di 3 tazze di tè al succo di frutta già pronto.
Versate adesso con delicatezza un po' di succo al tè in ogni coppetta. Potete decorare con scorze di limone e arancia tagiate a filini, oppure con alcune foglie di tè.
Ricordatevi di servire ben fresca.


~ Scritto da Acilia alle 19:29 | PERMALINK | commenti (27)
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giovedì, 11 maggio 2006

Focaccia dolce al tè

Partirò per una settimana.
Questa la lascio qui, per voi. Per le vostre colazioni, le vostre cene, o anche solo per riempire i vostri vuoti.

Ingredienti
• 200 g di farina
• 150 g di zucchero
• 100 g di uvetta sultanina
• 40 g di gherigli di noce
• 2 uova
• 1 tazza di tè forte 
• 1 bustina di lievito per dolci
• burro
• sale

Lavate le uvette, sistematele in una ciotola e versatevi sopra la tazza di tè bollente. [Quanto al tipo di tè, potete scegliere quello che preferite; la condizione necessaria è che sia un tè forte, dal gusto deciso e persistente. Io ho usato una miscela che porta il nome di Magia dei mari del sud: tè nero con petali di rosa, fiordaliso e girasole e aromi al gusto di mango e papaya].
Ora mettete lo zucchero, mescolate, coprite e lasciate macerare per una notte (per i più impazienti anche 6 ore va bene).
In una ciotola versate la farina, il lievito e una piccola presa di sale. Unite le uova, il tè con lo zucchero e l’uvetta e lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Unite le noci tritate grossolanamente.
Mescolate e versate in uno stampo da plum cake precedentemente imburrato e infarinato. Infine, mettete a cuocere in forno già caldo a 180° per un’ora.
Ricordate di lasciar raffreddare prima di servire.


~ Scritto da Acilia alle 12:39 | PERMALINK | commenti (23)
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sabato, 08 aprile 2006

Risotto all'Earl Grey profumato al limone

L’Earl Grey credo sia in assoluto il tè aromatizzato di maggior fama nel mondo occidentale.
Eppure non tutti conoscono l’origine del suo nome. Pare fu il primo ministro britannico Charles Grey (1764-1849), Earl of Fallodon a prestare il suo nome a questa miscela: la leggenda narra che la ricetta gli fu data dall'Imperatore cinese durante una sua visita in Cina.
Sembra sia nato per caso, durante una burrascosa traversata da Calcutta a Londra, dal mescolarsi di un carico di tè ed un baule di essenza di bergamotto.
Come molti già sapranno, si tratta di una famosa miscela di tè orientali profumata al bergamotto: le foglie si presentano intatte e ben sgranate, mai polverose e il profumo è intenso, oserei dire quasi balsamico.
Chi ha il merito di aver portato nelle nostre tazze questo gustosissimo tè è sicuramente la
Twinings, l’impresa inglese che dal 1706 produce e commercializza tè di diversi tipi. Come gli inglesi stessi amano dire: «Twinings and tea are inseparable. In the eyes of many happy customers around the world, Twinings is tea».
Tuttavia, anche altre marche producono l’Earl Grey, sebbene la Twinings confermi la sua eccellenza e si mostri più facilmente reperibile in Italia, anche nella grande distribuzione.

Sapete a quando risale la prima ricetta in cui il tè comparve come ingrediente? Al 1742, quando il cuoco francese Vincent La Chapelle, nel suo "Cusinier moderne" firmò i suoi piatti a base di Camelia Sinensis.
Oggi in gastronomia la presenza del tè si è fatta importante: dalle
praline di cioccolato, alle gelatine, le mousse, i gelati e varie preparazioni di carne e pesce. Proprio l’Earl Grey si abbina armoniosamente a formaggi freschi, pesce e carne, insieme anche all’Oolong e al Lapsang Souchong.

Perché non osare allora con un risotto.
Questa ricetta è nata da una insolita curiosità, una reazione ad una giornata buia.
Avevo voglia di cucinare qualcosa di particolarmente profumato, cercavo qualcosa che sapesse inebriarmi. Stordirmi.
Avevo voglia di un piatto che fosse in grado di appagare tutti i miei sensi e che potesse impregnare ogni angolo della casa per lunghe ore, così da potermi tenere compagnia. E questo piatto ha soddisfatto ciascuno di questi bisogni, superando ogni aspettativa.
Vi lascio la ricetta, insieme ad una carezza fresca al sentore di limone. Mentre con un gesto distratto lascio cadere qualche foglia di tè nella vostra tasca.

Ingredienti (per 4 persone)
• 6 tazzine di riso (Arborio)
• 1 scalogno
• poco burro
• 2 cucchiai di parmigiano
• brodo vegetale
• 6 cucchiaini di tè Earl Grey in foglie
• la scorza grattugiata di mezzo limone

Tritate finemente lo scalogno e mettetelo in una casseruola, lasciandolo imbiondire con il burro.
Versate il riso e fatelo tostare per pochissimi minuti; lasciate cuocere lentamente allungando di tanto in tanto con il brodo vegetale.
Quando il riso sarà quasi pronto (e sarà ben "tirato"), aggiungete una noce di burro e il parmigiano.
A parte, mettete in una teiera le foglie di tè, versateci la quantità d'acqua pari ad una tazza a circa 85 gradi e lasciate in infusione per 5 minuti. Quindi filtrate il tè e versate nel risotto. Lasciate evaporare mescolando spesso e servite.

Se vi piace il tè bianco, potete pasteggiare con una tazza calda di Pai Mu Tan. Io l'ho trovato un ottimo connubio.

~ Scritto da Acilia alle 21:19 | PERMALINK | commenti (23)
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lunedì, 27 marzo 2006

Pan dolce speziato al cioccolato

Ancora oggi il tea time viene comunemente consumato.
Si tratta di quel rito, nato in epoca vittoriana, che aveva lo scopo di soddisfare quel languore tipico del pomeriggio e di caratterizzare anche un'occasione mondana.
Leader del tea time nel Vecchio Continente sono gli inglesi, che vantano non solo l'importazione delle foglie aromatiche sin dal XVIII secolo, ma anche l'apertura del primo locale specializzato in tè, biscotti e torte: ed era l'anno 1706.
In Italia, la dolce abitudine delle "cinque", sebbene non molto diffusa, ha risentito purtroppo dei nuovi ritmi di vita accelerati ed è stata quasi del tutto abbandonata per mancanza di tempo.
Ma non a casa mia.
A casa mia, riscoprire il significato del rito del tè, in senso occidentale oppure orientale, è un'occasione per provare a ritrovare me stessa, prendermi cura degli altri, riassaporare sensazioni dimenticate, evocate magari dal sapore casalingo di alcuni dolci genuini.
Del resto, anche Proust, nel suo La ricerca del tempo perduto, affida a una madeleine inzuppata nel tè il recupero di un piacevole ricordo: «Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me...».

Il mio piacevole ricordo oggi è riposto in questo delicatissimo pan dolce.
Vi stupirà, perché ha un impatto molto discreto con il vostro palato, quasi timido, un gusto deciso, e un retrogusto persistente che lascia un lieve pizzicore sull'estremità della vostra lingua. Quasi a volervi fare il solletico.
Potrete abbinarlo ad un tè altrettanto speziato, se vi piace raffozzarne il gusto. Oppure contrastarlo con un tè dolce, se preferite riconquistarlo ad ogni morso.

Ingredienti (per 8 persone)
• 250 g di farina
• 200 g di cioccolato fondente
• 200 g di miele
• 60 g di zucchero a velo
• 2 bicchieri di latte
• 3 tuorli
• 1/2 bustina di lievito
• 1 cucchiaino di cannella
• 1 cucchiaino di zenzero
• 1 cucchiaino di pepe bianco
• bicarbonato
• sale

In una casseruola versate il latte, il miele, lo zucchero, un pizzico di sale e tutte le spezie, e cuocete a fiamma bassa.
Montate i tuorli e uniteli al composto mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungete la farina setacciata insieme a un cucchiaino di bicarbonato e al lievito poco alla volta.
In un pentolino sciogliete il cioccolato a bagnomaria e unitelo al composto continuando a mescolare.
Ungete e infarinate uno stampo rettangolare da plum cake, versatevi il composto, coprite con carta d'alluminio e cuocete in forno già caldo a 180° per un'ora circa.
Lasciate poi raffreddare e sformate.

~ Scritto da Acilia alle 19:46 | PERMALINK | commenti (40)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

Caramelle al tè

Domani mi attende una giornata pesante.
Le ultime visite di controllo non erano andate troppo bene.

Ho pensato di realizzare una sorta di porta fortuna questa volta, e queste caramelle mi sono sembrate perfette. Ne porterò qualcuna con me, domani.
Vi lascio la formula magica: prima o poi capiterà anche a voi, di aver bisogno di un po' di fortuna.

Ingredienti (per 6 persone)

• 1 bicchiere e 1/2 di zucchero
• 1/2 bicchiere d'acqua
• 1 bicchiere di tè forte a piacere
• 1/2 bicchiere di latte
• 2 cucchiai di burro fuso
• 2 cucchiaini di miele

In una casseruola sciogliete lo zucchero con l'acqua.
Aggiungete il tè (vi consiglio di usarne uno aromatizzato che darà maggior sapore alle caramelle), il latte, il burro e il miele e cuocete per trenta minuti mescolando.
Trasferite il composto su un ripiano (possibilmente di marmo) imburrato. E quando sarà tiepido, tagliatelo a quadratini, o nella forma che più vi piace.


~ Scritto da Acilia alle 23:48 | PERMALINK | commenti (23)
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giovedì, 26 gennaio 2006

Mousse di zucchine al Lapsang Souchong in carpaccio

Souchong è il nome che i cinesi danno alle foglie di tè già vecchie, grandi e spesse. Hanno scoperto un modo molto raffinato per utilizzare queste foglie che, in quanto tali, non potrebbero dare un infuso delicato: le profumano, affumicandole.
L’operazione si svolge in maniera del tutto artigianale: dopo la fermentazione (come avviene per tutti i tè neri) e dopo essere state leggermente tostate su una piastra di ferro riscaldata, queste foglie vengono disposte su grate di bambù pronte per subire l’affumicatura. Vengono quindi stese al di sopra di un fuoco di pino o di abete rosso fresco (legni molto fumogeni e aromatici) per una durata variabile, a seconda della densità di profumo desiderata.
Il Lapsang Souchong (leggermente affumicato) è originario della Cina, mentre il Tarry Souchong (molto affumicato), che tempo fa abbiamo anche incontrato
qui, è originario di Formosa.

In occasione del Natale, una persona a cui voglio molto bene ha ricevuto in dono una busta di Lapsang Souchong ed ha pensato, sapendomi appassionata del genere, di donarmene una parte. Ammetto che il suo profumo mi sta corteggiando da tempo, ogni volta che mi trovo ad aprire la credenza.
Così oggi ho deciso. E ho deciso per la Mousse di zucchine al Lapsang Souchong in carpaccio.
Non è un tè difficile da reperire, quindi se doveste trovarlo e doveste aver voglia di provare, vi lascio la ricetta.

Ingredienti (per 4 persone)
• 250 g di panna fresca liquida
• 5 g di tè Lapsang Souchong
• 700 g di zucchine
• 20 cl di olio di oliva
• 4 fogli di gelatina
• succo di un limone
• 12 pomodorini secchi sott’olio
• sale fino
• pepe da macinare

Portate la panna a bollire e aggiungetevi il tè. Lasciate in infusione per 5 minuti.
Lavate e pulite le zucchine tagliando le estremità e mettete da parte 3 zucchine belle verdi per il carpaccio.
Tagliate le altre zucchine a fettine sottili e fatele saltare nell’olio d’oliva senza rosolarle troppo. Aggiungete la panna passandola al colino per eliminare il tè.
Fate cuocere per circa 10 minuti, finché le zucchine diventano abbastanza morbide da sciogliersi in bocca.
Immergete i fogli di gelatina in un recipiente di acqua fredda. Frullate le zucchine nel mixer, aggiungete i fogli di gelatina e condite. Conservate la mousse in frigorifero.
Tagliate a fettine sottili le 3 zucchine precedentemente messe da parte e disponetele sul piatto a ventaglio. Spennellatele di vinaigrette ( ossia succo di limone, olio, sale e pepe). Poi, con la mousse di zucchine, componete delle decorazioni a piacere e alternatele ai pomodorini.


(la foto è tratta da "IL TÈ", di Gilles Brochard)

~ Scritto da Acilia alle 14:18 | PERMALINK | commenti (26)
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giovedì, 12 gennaio 2006

Plum cake alle nocciole

L’atmosfera è elettrizzante, c’è musica che muove l’aria.
Indosso il vestito più bello che ho, libero i riccioli, correggo le labbra con un rossetto color ciliegia.

Voglio preparare un dolce.
Voglio che sia per il mio uomo, quell’ammasso di desideri e speranze il cui spirito aleggia su quella poltrona, mentre il suo sguardo si posa con fare distratto e sensuale su di me.
Voglio che sia di cioccolato.
Voglio farlo alla luce di queste due candele, perché il loro aroma di lavanda possa intrecciare un tango con il profumo delle nocciole.
Voglio che le mie mani intrise di cacao si perdano nei suoi capelli, all’ombra di un sorriso infarinato.

Voglio preparare un dolce.
E voglio che sia per il mio uomo, perché cucinare per qualcuno che ami vuol dire prendersi cura di lui.
Sarà destinato alla colazione di domani, insieme ad una tazza di tè, e saprà attenderci, mentre la notte per noi trascorrerà veloce. Facendo l’amore.

Voglio preparare un dolce, perché ho un morboso bisogno di dare.
E voglio che sia di cioccolato, perché persista sulla lingua e nelle narici. Forte. Carne e anima.
Voglio affondare in quella pasta come nella sua bocca.

Voglio preparare un dolce.
E voglio che sia per il mio uomo, perché sia fiero di me.

E allora lascio tostare 100 g di nocciole, per poi lasciarle raffreddare.
Lascio volteggiare freneticamente le fruste in 6 albumi, fino a renderli neve.
Faccio piovere 150 g di zucchero, e non in un’unica pioggia.
Mi fermo, perché voglio le sue mani. Voglio che sia lui a rendere polvere le nocciole e ad unirle, insieme a 50 g di cacao, al mio composto. Perché voglio che se ne impregni.
Non resta che imburrare lo stampo, e infarinarlo leggermente. Come insegnava la nonna, genitrice di ogni gesto genuino, caldo. E’ così che i gesti di memorie si fondono.
Basteranno 40 minuti. E passeremo il tempo a spiare dal vetro del forno, come se avessimo affidato al successo di questo dolce quello del nostro rapporto.

Voglio preparare un dolce.
E voglio che sia per il mio uomo, quell’ammasso di desideri e speranze il cui spirito aleggia su quella poltrona.






venerdì, 16 dicembre 2005

Cioccolata in tazza al tè

Cos'hanno in comune il tè e il cioccolato?
Perchè spesso il loro è un matrimonio felice?!
Probabilmente perchè entrambi possono vantare di aver rivoluzionato i costumi di milioni di persone, e di aver favorito l'incontro di culture molto lontane.
Cucina e moda, pittura e bellezza, letteratura e cinema: se ci fate caso, poche discipline sono riuscite a sfuggire al loro fascino e alla loro carica.

Unendosi, tè e cioccolato, riescono a dare vita a sapori terzi degni di grande entusiasmo...
Come in questo caso, come ieri. Quando mi è venuta voglia di preparare questa cioccolata calda. Assolutamente peccaminosa.
Al solito, per chi avesse voglia di sperimentare...

Ingredienti per 4 persone 

• 25 cl di latte 
• 25 cl di panna fresca
• 1 stecca di vaniglia
• mezza stella di anice
• mezzo bastoncino di cannella
• 3 cucchiaini di tè al bergamotto
• 130 g di cioccolato fondente

Scaldate il latte e la panna insieme alla vaniglia, l'anice e la cannella.
Mi raccomando, togliete dal fuoco prima che arrivi a bollore e lasciatevi il tè in infusione per 8 minuti.
A parte preparate il cioccolato e, una volta fuso, aggiungete il latte ormai aromatizzato e profumato e mescolate. Filtrate e servite.
E chiudete gli occhi, aggiungerei.

~ Scritto da Acilia alle 23:50 | PERMALINK | commenti (15)
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sabato, 26 novembre 2005

Non osavo immaginare esistesse, una cosa simile.
Mi ha ammaliata, dall’alto dello scaffale di legno di ciliegio. Ammiccava, quando l’ho guardato di sfuggita.
Se ne stava nascosto sommessamente tra gli altri compagni di sorte, ma vantava la giusta consapevolezza: sapeva di essere il più accattivante. Sebbene il più piccolo.
Ho finto un istante di distrazione, ma è durata poco. Quel barattolo doveva essere mio.

La gelatina di tè.
Non sapevo cosa diavolo fosse ma sapevo che doveva venire a casa con me.
Ho scoperto poco dopo che si prestava ad un duplice uso: avrei potuto scioglierla nel tè, con lo scopo di aromatizzarlo, o avrei potuto degustarla insieme ad alcuni formaggi a pasta dolce.
Ovviamente l’ho provata in entrambi i modi. Ma trovo si sposi decisamente meglio con i formaggi: diventa una cosa assolutamente libidinosa.
E’ preparata con l’infuso di tè Tarry Souchong, un classico tè affumicato, e in aggiunta ha un buon 43% di zucchero e della pectina, un gelificante naturale.




giovedì, 17 novembre 2005

Riso e salmone al tè verde

Mi sono concessa qualche ritaglio di tempo libero negli ultimi giorni. Anche per festeggiare il compleanno.
La consuetudine più comune è quella di ricevere un regalo in occasione del proprio compleanno; almeno così dicono. Quest'anno ho voluto provare ad invertire questa tendenza ed ho regalato io qualcosa a qualcuno: un pranzo, intimo, caldo, speciale. Naturalmente a base di tè.
Per chi avesse voglia di provarci:

Ingredienti per 4 persone

• 250 gr. di riso
• 500 gr. di salmone in filetti
• 1 porro
• 2 cucchiai di semi di sesamo tostati
• 2 cucchiai di salsa di soia
• 60 cl. di tè verde giapponese Sencha

Lavate il riso fin quando l'acqua non risulta limpida. In una pentola ponetelo in una quantità doppia d'acqua e una volta raggiunto il bollore, coprite e lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco moderato ed altri 5 a fuoco leggerissimo.
Spegnete e lasciate riposare per 10 minuti.
Salate il salmone, scottatelo in una pentola antiaderente e tagliatelo a pezzetti . Lavate il porro, privatelo della parte bianca e tagliatelo finemente a rondelle; porzionate il riso in 4 bowl, unitevi il salmone e il porro, aggiungete la salsa di soia, coprite con il tè caldo e cospargete con una pioggia di semi di sesamo.

~ Scritto da Acilia alle 11:17 | PERMALINK | commenti (18)
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mercoledì, 09 novembre 2005

Tasik

Oggi facciamo un salto in Corea.
Mi sono lasciata incuriosire da una tradizione molto particolare.
In un luogo in cui le fatiche della coltivazione dei campi avviliscono sia uomini che donne, il governo ha deciso di designare un giorno al mese in cui vengono preparate delle ghiottonerie culinarie, con l’intento di promuovere una vita familiare sana e liberare le donne dal loro fardello di fatiche quotidiane.
Le più importanti di queste celebrazioni mensili sono Sôllal (il capodanno lunare) e Ch'usôk (la festa della luna del raccolto che ricorre il quindicesimo giorno dell'ottavo mese del calendario lunare), quando inizia il momento dell'anno con maggiore abbondanza di cibo.
Durante queste feste si venerano gli antenati in una cerimonia chiamata ch'arye, un nome che deriva dal fatto che, tra le altre cose, si serve anche del tè (ch'a) agli antenati. Di rado, al posto del tè viene usato del kokch'a, un tipo di vino di riso.
Come parte di questi rituali, con il tè vengono serviti i cosiddetti dolci tasik, che oltre che essere offerti al Buddha e agli antenati sono offerti anche agli ospiti da parte delle classi sociali più elevate.
Il tasik è un dolce molto particolare, decorato e a cui viene data una forma mediante uno stampo di legno o di porcellana, incisa con un disegno in rilievo. Il disegno di solito sta a rappresentare il nome della famiglia, o ha uno scopo particolare come un augurio di lunga vita, oppure ricorda un evento speciale come il hwan'gap (il sessantesimo compleanno).
Ebbene, sono riuscita a scoprire come si preparano questi dolci tasik.
Vengono generalmente preparati in cinque colori, per ottenere i quali si impiegano vari ingredienti molto ricercati.
Per esempio, per i tasik di colore giallo (i songhwa tasik), ci vuole il polline di fiori di pino, in realtà difficile da trovare oggigiorno, persino in Corea.
La trovo una ricetta affascinante: pensate che il polline si forma sugli alberi di pino all'inizio dell'estate e viene raccolto e fatto seccare, in modo che si trasformi in polvere; successivamente se ne mischiano due tazze con del miele e, ungendo lo stampo con olio di sesamo, si pressa la mistura in modo compatto e les jeux sont fait.
…Non saprei spiegarvi perché, ma la polvere di polline di pino mi evoca pensieri e profumi piacevolissimi.
I dolci di colore nero (hûg'imja tasik) sembrano più accessibili, possiamo provare a prepararli anche noi. Ci vuole una manciata di semi di sesamo neri (che si trovano in tutte le spezierie e drogherie), si fanno arrostire e macinare e si mischiano poi con dello sciroppo o dell’acqua o del miele.
Quanto ai dolci di colore rosso e rosa (omija tasik) serve invece dell’amido di fagioli mungo (originari dell'India e grandi circa la metà dei fagioli di soia), del miele e del succo di omija (Maximowiczia chinensis).
Per quelli bianchi, in ultimo, viene usato solo dell’amido di fagioli mungo.

Tutti invitati per la merenda dunque: ad accompagnare questi deliziosi dolci un Dragon Pearl Jasmin Phoenix, un eccezionale tè verde cinese "schented" realizzato solo con i germogli della pianta del tè e fiori ancora non dischiusi di gelsomino. Ogni foglia è arrotolata a mano a forma di perla.



~ Scritto da Acilia alle 23:12 | PERMALINK | commenti (21)
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venerdì, 21 ottobre 2005

Cotoletta di vitello profumata al tè Yunnan

Non finirà mai di stupirci questa straordinaria bevanda.
Ed eccoci qui oggi ad inaugurare un nuovo modo per utilizzarla e apprezzarla: in cucina.
Apriamo le danze con una ricetta piuttosto semplice ma molto particolare: mi ha subito stuzzicata appena mi ci sono imbattuta!
(Ovviamente sarà sempre ben accetto ogni vostro consiglio, spunto creativo o domanda di ogni tipo)

Quanti posti a tavola aggiungo?!

Ingredienti per 4 persone:

• 4 cotolette di vitello
• 2 noci di burro salato
• 2 teste d'aglio
• ½ kg. di cipolle bianche
• 2 carote spelate e tagliate a cubetti
• 2 cucchiai di zucchero semolato
• 2 cucchiai d'olio
• 2 cucchiaini di tè nero
China Golden Yunnan
• sale e pepe q.b.

In un tegame fate rinvenire nel burro salato l'aglio, la cipolla e le carote, aggiungere lo zucchero e lasciar dorare a fuoco lento per 10-15 minuti.
In un altro tegame fate dorare le cotolette, salate e pepate, in un fondo di burro ed olio per circa 5 minuti.
Nel frattempo preparate il tè con circa 1/2 litro d'acqua, lasciando in infusione per 5 minuti circa; unite le cotolette alle verdure, aggiungete il tè filtrato e lasciate cucinare per circa 20 minuti.
Servite eventualmente con patate novelle al vapore.

~ Scritto da Acilia alle 00:40 | PERMALINK | commenti (8)
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CHI SONO
Specchiandomi nel riflesso del tè ho visto colori e profumi nuovi: ho lasciato che mi ridisegnassero il volto e i pensieri. Con un soffio spingo questo riflesso fino a voi, con la speranza di poter scoprire e condividere, insieme a qualche spunto di vita vissuta, il piacere della meraviglia di questo impero dei sensi.
 

~ Scrivimi ~

«Vi è qualcosa
nell'essenza del tè
che guida verso un mondo
di serena contemplazione
della vita.»

~ Lin Yutang ~


"Vuoi che partiamo subito
per la nostra avventura
- domandò Peter Pan -
o prima preferisci
prendere il tè?",
e Wendy si affrettò a rispondere: "Prima il tè."»

~ Barrie J. M. "Peter Pan" ~


«La prima tazza
rischiarò la mente,
il mondo intero
splendere sembrò.
La seconda
mondò il mio spirito,
come una pioggia purificatrice.
Tutt' uno ero, alla terza,
con gli Eterni...

...Ora io so che
la via del Te' esiste

~ Anonimo, "Il signore del tè" ~


«Come sarebbe piacevole
avere una personcina
da cui poter trovare
u na cosa tanto rara,
un buon tè»

~ Marcel Proust, "Un amore di Swann" ~

Siete passati a prendere il tè
*loading* volte.
 
IL VOSTRO INGREDIEN-TÈ

Avete mai provato ad inventare o sperimentare delle ricette a base di tè?

Se lo avete già fatto, o avete voglia di tentare, scrivetemi qui e inviatemi la vostra creazione: di tanto in tanto provvederò a pubblicare ogni vostra proposta. Per il piacere di stare tutti a tavola insieme.
 
IL TÈ PER TE

Se non avete modo di acquistare un tè che vi incuriosisce,

scrivetemi e proverò ad aiutarvi spedendovi l'infuso che desiderate. Direttamente a casa vostra.
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